Il problema: il cliente arriva fino alla pagina contatti, e poi se ne va
Un responsabile tecnico di un hotel cerca qualcuno per la manutenzione dell'impianto di climatizzazione. Trova il tuo sito, legge la pagina del servizio, gli sembri la persona giusta. Clicca su "Contatti". E lì trova un modulo con dodici campi obbligatori, un indirizzo email generico, nessun numero di telefono cliccabile e nessuna idea di quando riceverà una risposta. Chiude la pagina e torna su Google.
La pagina contatti è l'ultimo passo prima di una richiesta vera. È anche una delle pagine più trascurate: spesso viene fatta per ultima, copiata da un modello e mai più riguardata. Eppure è il punto in cui il lavoro fatto su sito, SEO e pagine servizio si trasforma, oppure no, in una telefonata.
Perché tante pagine contatti non funzionano
- Chiedono troppo. Ragione sociale, partita IVA, indirizzo completo, budget, come ci hai conosciuto: tutto obbligatorio, prima ancora di aver parlato.
- Offrono un solo canale. Solo il modulo, oppure solo un indirizzo email. Chi ha un guasto vuole telefonare; chi deve chiedere un preventivo preferisce scrivere.
- Non dicono cosa succede dopo. Il cliente invia e non sa se e quando qualcuno lo richiamerà.
- Sono scomode da telefono. Numeri non cliccabili, campi minuscoli, una mappa enorme che spinge il modulo in fondo.
- Sembrano abbandonate. Orari vecchi, un numero che non risponde, un indirizzo email che rimbalza.
Cosa mettere: il metodo in 6 passi
1. Più canali, in ordine di urgenza
In alto, subito visibili, i modi per contattarti: telefono, email, modulo e, se lo usi davvero per lavoro, un canale di messaggistica. Sul telefono il numero deve essere un link cliccabile, così il cliente chiama con un tocco. Se fai assistenza su guasti, separa il numero per le urgenze da quello per i preventivi e scrivilo chiaramente.
2. Un modulo corto
Chiedi solo quello che ti serve per rispondere bene la prima volta: nome, azienda, telefono o email, tipo di richiesta e un campo libero per descriverla. Tutto il resto lo chiedi a voce. Un menu a tendina con i tuoi servizi principali (es. installazione, manutenzione, guasto, preventivo) ti aiuta a smistare la richiesta alla persona giusta senza costringere il cliente a scrivere molto.
3. Di' cosa succede dopo
Una frase vicino al pulsante di invio cambia molto: "Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo" oppure "Per i guasti chiama il numero di assistenza". Scrivi solo un tempo di risposta che riesci a rispettare. Dopo l'invio, mostra una pagina o un messaggio di conferma chiaro e, se puoi, manda un'email automatica di riepilogo. Se vuoi sapere come collegare il modulo a un foglio di calcolo e ricevere un avviso, abbiamo spiegato come fare con strumenti gratuiti.
4. Le informazioni che danno fiducia
Ragione sociale, indirizzo della sede, orari, zona servita. Per un'azienda tecnica la zona servita è fondamentale: "Interveniamo in provincia di Firenze, Prato e Pistoia" evita richieste fuori area e rassicura chi è vicino. Se hai una sede aperta al pubblico, una piccola mappa aiuta; se lavori solo presso i clienti, basta l'indirizzo. Nome, indirizzo e telefono devono essere identici a quelli del tuo profilo su Google: è uno dei dettagli che conta anche per la SEO locale.
5. L'informativa privacy, fatta bene
Quando raccogli dati con un modulo, il Regolamento europeo (art. 13 GDPR) chiede di informare la persona prima della raccolta: chi tratta i dati, per quale scopo, per quanto tempo, quali sono i suoi diritti. In pratica basta un link ben visibile all'informativa vicino al pulsante di invio. Non serve chiedere un consenso per rispondere alla richiesta che il cliente stesso ti ha fatto; se invece vuoi usare quei dati anche per newsletter o promozioni, serve una casella separata e non preselezionata. Per il tuo caso specifico fai verificare testo e impostazioni da un consulente privacy.
6. Un piccolo segno di fiducia
Una foto della sede o della squadra, una breve frase su chi risponderà ("Ti richiama Marco, il responsabile tecnico"), il numero di recensioni su Google. Non serve molto: bastano un paio di elementi che facciano capire che dall'altra parte c'è un'azienda vera.
Cosa togliere
- Campi obbligatori che non usi davvero.
- Captcha complicati, quando esistono sistemi antispam che il cliente non vede.
- Testi lunghi di presentazione: quelli vanno nella pagina "Chi siamo".
- Pulsanti generici come "Invia". Meglio "Richiedi il sopralluogo" o "Chiedi un preventivo".
- Indirizzi email personali o di caselle che nessuno controlla.
- Pop-up e banner che coprono il modulo da telefono.
- Telefono cliccabile in alto, email e modulo subito visibili.
- Modulo con 4-5 campi e un menu per il tipo di richiesta.
- Tempo di risposta dichiarato e messaggio di conferma dopo l'invio.
- Indirizzo, orari, zona servita; dati identici al profilo Google.
- Link all'informativa privacy vicino al pulsante; consenso marketing separato.
- Prova finale: invia tu una richiesta da telefono e controlla che arrivi.
Il test più utile: prova tu
Prendi il telefono, apri il tuo sito come farebbe un cliente e cerca di contattarti. Quanto ci metti a trovare il numero? Il modulo si compila comodamente? La richiesta arriva davvero, e a chi? Fai lo stesso test ogni pochi mesi: moduli che smettono di inviare email dopo un aggiornamento del sito sono più comuni di quanto si pensi, e nessuno se ne accorge finché un cliente non telefona arrabbiato.
Ricordati anche che non tutti arrivano dalla pagina contatti. Ogni pagina servizio dovrebbe avere il suo invito a contattarti, con lo stesso telefono e un modulo breve, così chi è già convinto non deve cercare.
Cosa aspettarsi, in modo onesto
Una pagina contatti migliore non porta da sola nuovi visitatori: per quelli servono pagine servizio chiare, SEO e un profilo Google curato. Quello che fa è ridurre le richieste perse all'ultimo passo e farti arrivare richieste più complete, più facili da trasformare in un sopralluogo. È uno degli interventi più rapidi ed economici su un sito, e spesso si sistema in mezza giornata.
Se il tuo sito ha bisogno di più di un ritocco, con il nostro sito web aziendale costruiamo pagine servizio e pagina contatti pensate per far arrivare richieste, non solo per essere belle da vedere.
Domande frequenti
Quanti campi deve avere il modulo contatti?
Pochi: nome, azienda, telefono o email, tipo di richiesta e un campo libero. Tutto quello che non serve per rispondere la prima volta si può chiedere a voce.
Serve la casella del consenso privacy nel modulo?
Per rispondere alla richiesta che il cliente ti fa serve informarlo con un'informativa chiara, di solito un link vicino al pulsante. Se vuoi usare i dati anche per newsletter o promozioni serve una casella separata e non preselezionata. Fai verificare il tuo caso da un consulente privacy.
Meglio il modulo o il numero di telefono?
Entrambi. Chi ha un guasto o fretta preferisce telefonare, chi chiede un preventivo spesso preferisce scrivere. Metti il telefono cliccabile in alto e il modulo subito sotto.
Devo mettere la mappa di Google nella pagina contatti?
Se hai una sede aperta al pubblico è utile. Se lavori solo presso i clienti basta l'indirizzo con la zona servita, senza una mappa grande che sposta il modulo in fondo alla pagina da telefono.