Il problema: tre preventivi, tre prezzi che non si somigliano
Il titolare di un'azienda di impianti di refrigerazione decide che è ora di rifare il sito. Chiede tre preventivi e riceve tre cifre lontanissime tra loro: una molto bassa, una media, una che sembra pensata per una multinazionale. Tutti promettono "un sito professionale". Come si fa a capire chi ha ragione?
La risposta è che, spesso, nessuno ha torto: stanno preventivando cose diverse. Il prezzo di un sito aziendale non dipende dal numero di pagine e basta, ma da quello che c'è dentro, da chi lo prepara e da cosa succede dopo la messa online. Se impari a leggere queste voci, puoi confrontare i preventivi e scegliere quello giusto per la tua azienda, non il più economico o il più caro.
Perché i preventivi sono così diversi
- Contenuti inclusi o esclusi. Testi, foto e descrizione dei servizi sono spesso la parte più lunga del lavoro. Alcuni preventivi li includono, altri si aspettano che tu li fornisca già pronti.
- Modello pronto o progetto su misura. Un tema adattato costa meno di una struttura disegnata sulle tue esigenze, ma può essere meno chiaro o più lento.
- SEO di base sì o no. Titoli, descrizioni, struttura delle pagine, velocità, collegamento a Google Business Profile: a volte ci sono, a volte no.
- Cosa succede dopo. Hosting, dominio, aggiornamenti, assistenza e modifiche possono essere compresi, a parte o del tutto assenti.
- Di chi resta il sito. Dominio, accessi e file intestati all'azienda o all'agenzia fanno una grande differenza il giorno in cui vuoi cambiare fornitore.
Da cosa dipende il prezzo: le 6 voci da guardare
1. Numero e tipo di pagine
Una home, una pagina "chi siamo", una pagina contatti e una pagina servizi sono il minimo. Per un'azienda tecnica, però, conviene di più avere una pagina per ogni servizio (installazione, manutenzione, assistenza guasti, contratti annuali): è così che il sito viene trovato su Google per ricerche specifiche. Ne abbiamo parlato in una pagina per ogni servizio. Più pagine significano più lavoro, ma anche più occasioni di essere trovati.
2. Testi e foto
Chi scrive i testi? Se li scrivi tu, risparmi sul preventivo ma spendi il tuo tempo, spesso di sera. Se li scrive l'agenzia, chiedi se è prevista un'intervista o un questionario per capire davvero i tuoi servizi. Lo stesso vale per le foto: le immagini reali dei tuoi lavori e del tuo team valgono più di qualsiasi foto generica.
3. Funzionalità
Un modulo di contatto è standard. Prenotazione di sopralluoghi, area riservata per i clienti, catalogo prodotti, più lingue o vendita online sono funzioni che alzano il prezzo, a volte di molto. Chiediti quali ti servono davvero oggi e quali possono arrivare in un secondo momento.
4. SEO di base e velocità
Un sito che nessuno trova è un biglietto da visita chiuso in un cassetto. Verifica che il preventivo includa titoli e descrizioni per ogni pagina, immagini ottimizzate, struttura corretta dei titoli, indirizzo e contatti coerenti con la scheda Google della tua azienda, e una verifica della velocità su telefono.
5. Obblighi tecnici e legali
Ogni sito che usa cookie di profilazione deve chiedere il consenso con un banner chiaro, come indicato dalle linee guida del Garante Privacy del 2021; servono anche informativa privacy e cookie aggiornate. Se il sito vende online ai consumatori, dal 28 giugno 2025 si applicano anche le norme europee sull'accessibilità dei servizi di commercio elettronico, da cui sono escluse le microimprese di servizi. Non sono dettagli da lasciare al caso: chiedi chi se ne occupa e, per i casi dubbi, verifica con un consulente.
6. Dopo la messa online
Dominio e hosting si rinnovano ogni anno. Il sito va aggiornato, protetto e ogni tanto modificato. Chiedi sempre cosa è compreso nel prezzo, cosa costa a parte e con quali tempi di risposta. Un preventivo basso con modifiche carissime può costare di più, nel tempo, di uno più alto e completo.
- Quante pagine sono incluse e quali?
- Chi scrive i testi e chi fornisce le foto?
- Quali funzioni ci sono (moduli, lingue, catalogo)?
- È inclusa la SEO di base? Cosa comprende, nel concreto?
- Banner cookie, informativa privacy e accessibilità: chi se ne occupa?
- Dominio, hosting e accessi sono intestati alla tua azienda?
- Cosa costano modifiche e assistenza dopo la consegna?
- Quali sono i tempi di consegna e cosa serve da parte tua?
Gli errori più comuni
- Scegliere solo sul prezzo. Confronta voce per voce: due cifre diverse spesso descrivono due lavori diversi.
- Pagare per funzioni che non userai. Un e-commerce per un'azienda che lavora solo su sopralluogo e preventivo è un costo senza ritorno.
- Dimenticare i testi. Molti siti restano fermi per mesi perché l'azienda deve "mandare i contenuti". Mettilo in conto fin dall'inizio.
- Non chiedere di chi è il dominio. Se è intestato a un fornitore, cambiare agenzia può diventare complicato.
Cosa aspettarsi, in modo onesto
Un sito ben fatto non porta clienti da solo, dal giorno dopo. È la base su cui lavorano tutte le altre attività: la scheda Google, le recensioni, il passaparola, i contatti commerciali. Quello che puoi pretendere è un sito chiaro, veloce da telefono, con una pagina per ogni servizio, contatti in evidenza e la tua azienda proprietaria di tutto.
Per dare un riferimento concreto: il nostro sito web aziendale base di 4 pagine parte da 600 euro tasse incluse, con struttura pensata per le aziende tecniche e SEO di base. Se vuoi più pagine servizio o funzioni specifiche, lo diciamo prima, voce per voce, così sai esattamente cosa stai pagando. E se vuoi capire se il sito attuale va rifatto o solo sistemato, parti dai 7 segnali da controllare oggi.
Domande frequenti
Quanto costa un sito web per una piccola azienda?
Dipende da pagine, testi, funzioni, SEO e assistenza inclusi. Per dare un riferimento, il nostro sito aziendale base di 4 pagine parte da 600 euro tasse incluse; più pagine servizio o funzioni specifiche si preventivano a parte, voce per voce.
Perché i preventivi per un sito sono così diversi tra loro?
Perché spesso descrivono lavori diversi: testi inclusi o no, modello pronto o progetto su misura, SEO di base presente o assente, assistenza e hosting compresi o a parte. Confrontali voce per voce, non solo sul totale.
Il dominio del sito deve essere intestato all'azienda?
Sì, è fortemente consigliato. Dominio, hosting e accessi intestati alla tua azienda ti permettono di cambiare fornitore senza perdere il sito o l'indirizzo email.
Un sito aziendale deve avere il banner dei cookie?
Se usa cookie di profilazione o strumenti di terze parti che tracciano gli utenti, sì: secondo le linee guida del Garante Privacy serve un banner che permetta di accettare o rifiutare. Con soli cookie tecnici basta l'informativa.